ricerca

sezioni

ultimi commenti

RSS FdS news

FdS

pagine

facebook

archivi

INTERVISTA a Paolo Ferrero: Il nostro sì a Bersani ma fuori dal governo.

Domenica 29 agosto 2010 – il Manifesto 
di Daniela Preziosi
Segretario Paolo Ferrero, il sì del Prc all’Alleanza democratica di Bersani è quello della forza dei centrosinistra oggi più lontana dal Pd. Cosa vi fa decidere dl starci?
Quella di Bersani è la stessa proposta che ho fatto io da tempo, per la precisione dal marzo scorso, a nome della Federazione della Sinistra: un fronte democratico che ha l’obiettivo di sconfiggere Berlusconi e cambiare la legge elettorale in senso proporzionale, in un quadro di salvaguardia democratica e di giustizia sociale. Ma questo fronte non coincide con il governo che ne può emergere. Per noi oggi non ci sono le condizioni per far parte di un governo con questo centrosinistra. La logica che spinge Bersani mi pare la stessa. Del resto per cacciare Berlusconi, fare la nuova legge proporzionale e uscire dal bipolarismo sono pronto ad allearmi anche col diavolo.
Ma il leader Pd ribadisce la scelta del bipolarismo e la preferenza per l’uninominale. Non il proporzionale: vuole il ritorno al Mattareilum.
Noi siamo per il proporzionale secco. Altri, come noi, preferiscono il modello tedesco, penso a D’Alema, a Rutelli, a Casini. Vuoi dire che ne parleremo. Ma il punto è che fino a qui la discussione era solo sull’impianto veltroniano, bipolarista e persino bipartitico, il cui unico obiettivo era ammazzare le forze della sinistra. Ora invece il tema è su come si va verso il proporzionale, o comunque come si realizza un sistema plurale. Da questo punto di vista il Mattarellum è un passo avanti. Poi il grado di compromesso finale si vedrà. Ma si va nella direzione giusta.
L’Italia dei Valori ha detto si all’alleanza a patto che non ci sia l’Udc. Vale io stesso anche per voi?
Noi non poniamo veti. Perché noi, a differenza di Di Pietro, non siamo interessati a governare con loro. Il fronte democratico è una proposta rivolta a tutte le forze dell’opposizione. E in tutta franchezza voglio dire che il modo in cui si definirà questo fronte lo vedremo. E’ chiaro che non ci potranno essere mafiosi in lista, e che il profilo morale dei candidati debba essere solido. Ma voglio ricordare a Di Pietro che nel Comitato di liberazione nazionale c’erano anche i monarchici. Quanto al resto, l’ldv negli anni scorsi ha votato i finanziamenti alla scuola privata, come l’Udc. Era favorevole alla Tav, come I’Udc. Non era insieme a noi contro la legge 30, come l’Udc; né per la commissione d’inchiesta sui fatti di Genova, sempre come l’Udc. Io so che con loro tutti non posso governare. Ma per fare un fronte democratico porte aperte a tutte le opposizioni.
Viceversa è difficile che I’Udc accetti una qualche alleanza con un partite ancora comunista.
Fatti loro. E sarebbe strano, in ogni caso: in Piemonte siamo stati alleati contro l’indigeribile leghista Cota. E in Liguria governiamo insieme. Ci presenteremo al voto come Federazione della Sinistra, che nel simbolo ha una bella falce e martello. E, Io diciamolo subito, non siamo disponibili a toglierla. Ma ripeto: non mi interessa il governo, non faccio il rompiballe che fra due mesi si rimangia tutto.
A proposito di questo: Il governo del vecchio Ulivo è caduto da sinistra, l’avete buttato giù voi nel 98. E l’Unione, che invece è caduta da destra per i voti dl Mastella, aveva una sinistra in forte sofferenza che aveva definito «morente» l’esecutivo. Crede che gli elettori avranno voglia di votare alleanze con questi precedenti?
Ma infatti io non voglio stare in un’ammucchiata di governo con forze che vent’anni fa ricoprivano tutto l’arco costituzionale. Il punto decisivo è costruire una legge elettorale che permetta a certe posizioni di esprimersi. Berlusconi di suo ha il 30 per cento nel paese, non di più . Ma l’attuale legge elettorale gli consegna i numeri che ha. C’è invece una larga maggioranza nel paese contro Berlusconi: bisogna costruire subito, nei primi tre mesi di governo, una legge che le restituisca la rappresentanza in parlamento. E li poi ci può essere Montezemolo, che considero un nemico di classe, e Casini, con il quale mai governerei.
Ma il governo che deve fare la legge in tre mesi è quello dell’Ulivo, o uno a tempo nato dalla crisi del Pdl?
Puntare a un governo di transizione, oltre a essere irrealistico perché non è semplice che Berlusconi vada a casa, è sbagliatissimo. Questo governo farebbe una legge elettorale del tutto al di fuori di una discussione democratica nel paese. E sul piano sociale? Boh, magari farebbe peggio del Pdl. Il rischio vero è che rivergini Berlusconi, gli faccia fare la parte della povera vittima di un intrigo di palazzo, che provochi una delusione pazzesca nel paese. E che poi gli elettori lo rivotino.
Chi è il vostro candidato premier dell’alleanza democratico?
Chiunque. Tranne Fini, perché parliamo comunque di opposizioni. E’ la forza più grande a dover decidere. Non mi infilerò nella discussione primarie sì, primarie no’.
Il Prc preferisce non partecipare alla scelta del premier con le primarie?
E inessenziale. Il punto è costruire la coalizione e il suo programma.
Il Pdci, che è federato con voi, al  azebo preferisce De Maglstris candidato di tutta la sinistra. Voi no?
La discussione è fuori tempo. Se si arriverà ai gazebo discuteremo con i candidati le proposte che avanzeranno. E sottolineo se.
Siete così disinteressati a come si sceglie il capo dl una coalizione a cui comunque aderite?
Abbiamo il senso delle proporzioni. Non sta a noi la proposta di un capo di governo di cui comunque non faremo parte. Alle regionali in qualche caso abbiamo partecipato in modo netto alle primarie, e penso a Nichi Vendola in Puglia. In altri casi no.
Proprio per questo non è almeno probabile vi orientiate su Vendola? Ripeto, non posso saperlo ora, vedremo i programmi, fin qui non se ne sono visti.
Ripeto: se siamo interessati al fronte democratico e non al Nuovo Ulivo è perché noi abbiamo un altro progetto politico. Che è quello di unire tutta la sinistra di alternativa. Quindi vogliamo collaborare con l’Ulivo, ma avanziamo una proposta a tutte le forze della sinistra d’alternativa, da Sinistra e Libertà di Vendola, a Sinistra Critica, al Partito Comunista dei Lavoratori: costruiamo un polo per l’alternativa, autonomo dal Pd.
Vendola si rivolge a un popolo più ampio, comprendente anche l’elettorato Pd.
 In questo caso il popolo della sinistra dovrà dire se vorrà stare dentro l’Ulivo o se vuole costruire una posizione autonoma. Perché poi, una volta sconfitto Berlusconi, c’è da far fronte ai vari Montezemolo, Cei eccetera.
Parla a nome del Prc o anche del Pdci e della Federazione della sinistra?
Sul fronte democratico, la mia posizione è quella della Federazione, l’abbiamo anche votata. Se poi Cesare Salvi, che è il portavoce di turno, ancora non l’ha pronunciata a nome di tutti, è perché è in vacanza per qualche giorno. Ma la Federazione c’è. Al voto politico ci sarà il suo simbolo.

OPPOSIZIONE : “BENE BERSANI, SUPERARE UNIONE E BIPOLARISMO CON MODELLO TEDESCO”

“Sono positive le parole di Bersani sul superamento dell’Unione. La sfida che ci attende, infatti, non è solo sconfiggere Berlusconi, ma superare le condizioni che gli hanno concesso lo strapotere di cui beneficia”. Lo dice il segretario nazionale del Prc/Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero, commentando le dichiarazioni odierne del leader del Pd. “La scelta cruciale è quella dei due cerchi concentrici di iniziativa – sostiene Ferrero – Il perimetro più largo è quello che riguarda la difesa della democrazia e al cui interno stanno diversi progetti politici: ci sono il centro di Casini, il nuovo Ulivo e Bersani e la nostra proposta di riunire la sinistra di alternativa, che avanziamo a tutte le forze della dispersa sinistra, da Vendola a seguire. Questo perimetro è anche quello necessario per lanciare una riforma elettorale sul modello tedesco che superi il bipolarismo, vera culla del berlusconismo”. Per il leader di Rifondazione, infatti, “un’ipotesi estremista come quella di Berlusconi non sarebbe mai riuscita a arrivare al governo in un sistema su base proporzionale come quello tedesco, in quanto non ha assolutamente la maggioranza nel paese: occorre quindi non solo sconfiggere Berlusconi, ma modificare l’assetto istituzionale che gli ha permesso un tale strapotere”.

GIUSTIZIA : “PROCESSO BREVE SAREBBE VERGOGNA PER PARLAMENTO”

“Dopo tutto quel che è stato detto e fatto nel corso di questa estate, se venisse approvato il processo breve diventerebbe la vergogna non solo del governo Berlusconi ma del Parlamento italiano”. E’ quanto afferma il segretario nazionale del Prc/Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero. “La reale intenzione del processo breve – spiega Ferrero – non è quella di decongestionare un sistema giudiziario al collasso, com’è effettivamente quello italiano, bensì quella di accorciare fino a estinguere una sola categoria di procedimenti, quelli nei riguardi di Berlusconi”.

Intervista a Paolo Ferrero – Tre sì ai diritti, siamo valdesi

Domenica 29 agosto 2010 – il Fatto Quotidiano
IL SINODO APRE A COPPIE GAY E TEMI ETICI. FERRERO: COSTRUIAMO LA SOCIETA’
di RobertaZunini
Tre sì e un no nello spirito della Costituzione. Secondo Paolo Ferrero – segretario di Rifondazione Comunista e convinto esponente della comunità valdese – le decisioni prese a Torre Pellice (Torino) dal Sinodo delle chiese evangeliche e metodiste in materia di coppie gay, testamento biologico, ricerca sulle staminali ed esposizione di simboli religiosi nelle scuole, sono perfettamente in linea con il dettato della religione valdese e con lo spirito della Carta. “La nostra teologia è incardinata su libertà di scelta e responsabilità sociale – dice Ferrero – non abbiamo un Papa che parla in nome di Dio e dice cosa dobbiamo fare. Il nostro Dio ci chiama a partecipare alla costruzione della società, non a mettere in pratica un modello precostituito”. Per questo molti valdesi sono impegnati attivamente in ambito politico? “Sì, noi vogliamo arricchire il dibattito politico, porre interrogativi, ricordando sempre i più deboli e i diversi” . La decisione del Sinodo di consentire la benedizione alle coppie gay fa parte del progetto di costruire una realtà sociale aperta e solidale? “Esatto, il nostro Dio non giudica, non ci impone regole fisse, una strada da seguire. Per noi gli omosessuali, le persone che vogliono affidare a un registro le proprie volontà in materia di fine vita, chi è d’accordo sull’utilizzo delle cellule staminali e chi non vuole il crocifisso nelle scuole non sono peccatori, ma persone che la pensano magari diversamente da noi. Pertanto non vanno condannati ma compresi. E devono essere liberi di potersi comportare come vogliono, nel rispetto della libertà e incolumità altrui”. I valdesi, anche a causa delle persecuzioni subìte nei secoli, durante la seconda guerra mondiale entrarono nelle fila della Resistenza e aiutarono molti ebrei a trovare rifugi sicuri tra le valli piemontesi, dove questa religione è più diffusa.
La difesa dei più deboli e degli emarginati e la giustizia sociale sono il perno attorno cui ruota la loro visione del mondo. Da sempre promuovono l’integrazione dei rom e degli immigrati e anche in questi ultimi tempi li hanno difesi. “Certo, difendiamo tutti coloro che vengono utilizzati come capri espiatori. La politica del capro espiatorio è la sola logica che ispira la politica contemporanea, soprattutto quella italiana. Il Governo si comporta in modo gretto e meschino e ispira così gli elettori che usano l’emarginazione come panacea per tutti i mali”

Intervista a Paolo Ferrero: alleati dei democratici senza entrare nel governo – la Repubblica

ROMA «Evitiamo gli errori del passato, evitiamo il ritorno all’Unione e il Pd a vocazione maggioritaria. Troviamo un’altra strada». Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista ha accolto positivamente l’appello di Bersani per un’alleanza democratica. Non lo convince però la prospettiva dell’ Ulivo.
Perché?
«C’è un’emergenza nel Paese e per questo va benissimo, data l’attuale legge elettorale, un’alleanza per chiudere con Berlusconi. La Federazione della sinistra, però non è interessata a entrare nell’Ulivo».
Alleati ma distinti?
«Sì ma non equidistanti. Per intenderci: per noi fa differenza se al governo ci sta Berlusconi o Bersani. E noi preferiamo Bersani. Però al governo non ci andiamo. Perché i governi riformisti alla Prodi hanno fallito».
Restano le differenze, quindi.
«Sì, ma non sono tali da impedirci di stare insieme per sconfiggere Berlusconi o di trovare la convergenza su alcuni punti programmatici. Il nostro progetto, però non è il governo. Abbiamo un altro obiettivo»,
Quale?
«Ci poniamo il problema di unire la sinistra anticapitalista fuori dall’Ulivo. Un soggetto come la Linke in Germania. Però è necessaria una nuova legge elettorale».
Proporzionale?
«Sì, proporzionale con uno sbarramento. Sarebbe un modo per riequilibrare la dialettica politica. A quel punto potrebbero formarsi un polo di estrema destra, uno leghista, uno di destra moderata o di centro, un centro cattolico, un centrosinistra e una sinistra vera ». (m.fv.)